I musicisti

 

Il tenore italiano, Francesco Pellegrino, ha iniziato la sua carriera durante la sua infanzia. Dall’età di dieci anni e interprete di musica tradizionale e classica napoletana.

Nel 1994 consegue il diploma di Canto col Massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica di Benevento. La sua attività durante quel tempo include opera, oratorio, canzoni di concerti e musica tradizionale napoletana.
Vince il Concorso Internazionale Arturo Toscanini e cattura l’attenzione del leggendario tenore, Carlo Bergonzi che lo invita a continuare gli studi con lui nella sua Accademia di Canto Verdiano in Busseto-Parma, e presso l’Accademia Chigiana di Siena, Italia.

Francesco Pellegrino ha lavorato nel coro del Teatro Scala di Milano dal 1997 al 2001, lavorando condirettori di fama internazionale come Riccardo Muti, Roberto Gabbiani, Valerie Gergiev, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch, Vladimir Rostropovich, Kent Nagano, Georges Prêtre e Giuseppe Sinopoli. Come solista in opera, ha interpretato i ruoli di Cavaradossi (Tosca), Pinkerton (Butterfly), Il Duca (Rigoletto)) e Alfredo (Traviata) in tutta Europa e negli Stati Uniti.

La sua discografia comprende Puccini Magnificat (2003), Serenata napulitana (2004), e Devozione (2009). Francesco Pellegrino attualmente vive a Toronto, in Canada, dove insegna presso l’Università di Toronto dipartimento Studi della voce.

 

Marco Cera si è diplomato in oboe con il massimo dei voti presso il conservatorio di Padova e successivamente ha ottenuto la maturità concertistica con lode presso la Musikhoschule der Stadt Basel sotto la guida del M.° O. Zoboli. Si e’ successivamente dedicato allo studio degli oboi storici seguendo i corsi del maestro P.Grazzi presso la scuola civica di Milano. Attualmente collabora con numerose ed affermate formazioni orchestrali italiane ed estere specializzate nel repertorio antico con strumenti originali anche in qualità di solista: Accademia Monti Regalis, Il Giardino Armonico, I Sonatori della Gioiosa Marca, Modo Antiquo, Accademia Bizantina, Concerto Italiano, La Cappella della Pieta’ dei Turchini, Coro della RSI. Ha suonato come primo oboe dell'Orchestra Barocca della Unione Europea durante il Tour 1996. Ha inciso per Dynamic, Tactus, Teldec, Opus 111, La Bottega Discantica. Dal 2007 e' oboista stabile della Tafelmusik Baroque Orchestra (Toronto Canada). Come chitarrista Marco fa parte del Polaris Ensemble, band Canadese specializzata nel repertorio etnico.

 

Lucas Harris inizia la propria attività musicale come chitarrista jazz nella propria città natale di Phoenix, Arizona. Dopo essersi diplomato con lode presso il Pomona College, studia in Italia, a Milano come allievo della Fondazione Marco Fodella. In seguito studia alla Hochschule für Künste Bremen (Germania). Lucas è impegnato come continuista in numerevoli ensembles barocche in Nord America. Attualmente è il liutista stabile di Tafelmusik Baroque Orchestra di Toronto, città nella quale risiede dal 2004. Lucas insegna regolarmente all' Oberlin Conservatory's Baroque Performance Institute e al "Baroque Summer Institute" di Tafelmusik. Ha anche insegnato al Amherst Early Music, l'International Baroque Institute at Longy e al New York Continuo Collective. Lucas è fondatore e direttore del Toronto Continuo Collective, un'appuntamento settimanale per musicisti che si dedicano all'arte dell'accompagnamento della musica del diciasettesimo secolo. Tra i progetti recenti di Lucas emergono: un programma solistico per la radio CBC (Young Artist Series), un recital per il Minnesota Guitar Society, una registrazione di un CD per solo liuto e numerosi recital in duo con la musicista cinese Wen Zhao, virtuosa suonatrice di pipa. Lucas è stato direttore musicale durante la produzione dell'opera di Cavalli "La Calisto" per Opera Program dell' Ohio State University. Recentemente è stato invitato come direttore per la Pacific Baroque Orchestra in Vancouver. Lucas e stato lodato inoltre per il suo lavoro con il gruppo Les voix humaines a Montréal: " Il liutista di Toronto Lucas Harris è stato la vera rivelazione del concerto. Lucas è riuscito a tessere una trama poetica attraverso le sue delicate invenzioni musicali. La dolcezza e la meticolosità delle sue interpretazioni..... sono state semlicemente straordinarie." (Le Devoir)